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Progettare servizi pubblici per i cittadini di domani

5 aprile 2022

Crisi Ucraina: da oggi puoi donare su IO e pagoPA per sostenere le vittime civili

PagoPA S.p.A. ha scelto di offrire il proprio contributo a supporto della causa umanitaria ucraina rendendo disponibile sulle proprie piattaforme una funzionalità dedicata per effettuare donazioni online, da smartphone o desktop, in modo semplice e immediato.

Scopri come donare in pochi clic e senza commissioni

Nativi digitali: progettare servizi pubblici per i cittadini di domani

Il 24 febbraio il Dipartimento per le politiche giovanili e il Servizio Civile Universale della Presidenza del Consiglio dei ministri, in collaborazione con PagoPA S.p.A. e Studiare Sviluppo, ha lanciato la Carta Giovani Nazionale, un servizio digitale destinato a ragazze e ragazzi italiani ed europei residenti in Italia, tra i 18 e i 35 anni, per accedere a una serie di agevolazioni e opportunità a loro riservate da soggetti pubblici e privati, in Italia e in Europa, che aderiscono all’iniziativa.

La carta, unicamente virtuale, si può attivare all’interno di IO, l’app dei servizi pubblici, e a poco più di un mese dal lancio, ha già superato la soglia di 1 milione e 600 mila attivazioni (dati aggiornati ad oggi). Al di là del successo dell’iniziativa, il progetto rappresenta un esempio di come concepire e progettare un servizio pubblico pensando sin dal principio a un canale di fruizione esclusivamente digitale.

L’esperienza che stiamo facendo con la Carta Giovani Nazionale racconta ancora una volta in che modo l’app IO sia capace di imprimere un vero cambio di paradigma alla digitalizzazione dei servizi pubblici in Italia:

  • offrendo una user experience uniforme, semplice e intuitiva, che nasconde la complessità di diversi servizi offerti ai cittadini da una moltitudine di partner coinvolti;
  • garantendo agli enti una piattaforma capace di tutelare nel migliore dei modi la sicurezza e la privacy dei cittadini;
  • raggiungendo in modo efficace tutti i cittadini a cui è destinato il servizio, direttamente nel loro smartphone.

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Launch Pad

I dati da cui partire, sempre

+32,5%

Il numero di occupati in Italia che nel 2021 ha lavorato in smart working, secondo uno studio dell’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche. Il dato varia dal 39,7% nel settore pubblico al 30,8% nel settore privato, mentre prima della pandemia solo l’11% degli occupati adottava modalità di lavoro agile. Il 55% dei lavoratori esprime un giudizio positivo e il 46% vorrebbe continuare lo smart working almeno un giorno a settimana anche dopo la fine dell’emergenza pandemica.

 

Guest Post

Ospiti, opinioni, best practice

Non solo smart working: come cambia il mondo del lavoro nella digital economy

Conversazione con Tiziano Treu, Presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro 

 Photo by Robo Wunderkind on Unsplash

Lo smart working di per sé è uno strumento banale che dovrebbe stimolare una nuova organizzazione in cui il lavoratore ha più responsabilità e meno controlli sul proprio operato. Ma questo è solo un aspetto di un cambiamento strutturale più ampio, ovvero la digitalizzazione del lavoro: anche dove continuerà a lavorare in presenza, il dipendente sarà in qualche modo “controllato” da un algoritmo, avrà un’interazione con dei computer, userà macchine intelligenti.

È anche una modalità di lavoro che sta diventando la normalità sia in ambito pubblico che nel privato, e che va difesa, soprattutto in una forma ibrida che preveda sia il lavoro in presenza che quello da remoto. A questo modello fanno eccezione molti lavori strutturalmente “non remotizzabili”, come quelli relativi alla cura delle persone, degli edifici, del paesaggio. Una nuova distinzione nel mondo del lavoro, non più tra occupazioni “manuali o intellettuali” ma “remotizzabili o non remotizzabili”.

Questo è un processo di evoluzione che non ha confini nazionali. Uno degli aspetti principali della digitalizzazione del lavoro è la possibilità di lavorare da remoto, anche trovandosi fisicamente alla parte opposta del pianeta. Un aspetto che pone un tema di regolazione dei rapporti di lavoro che saranno per natura transnazionali.

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