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Come intraprendere una transizione digitale che porti benefici reali ai cittadini

11 maggio 2022

Con i primi avvisi destinati ai Comuni, pubblicati a inizio aprile, prende il via un percorso che permette alle amministrazioni delle città italiane di utilizzare i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) per progetti legati alla trasformazione digitale dei propri servizi.

Quello che sta partendo è un treno su cui i Comuni sono chiamati a salire “nel modo giusto”, utilizzando queste risorse per consolidare l’impegno verso una trasformazione digitale concreta e duratura, che sia capace di:

  • offrire ai cittadini servizi digitali utili, sicuri, semplici e piacevoli da usare;
  • permettere agli enti risparmi e semplificazioni dei processi, verso un sistema di gestione dei servizi pubblici sempre più efficiente.

Il passaggio tra l’utilizzo dei fondi per la trasformazione digitale e la costruzione di servizi a valore aggiunto deve essere frutto di una precisa strategia. È fondamentale che i soggetti coinvolti – le amministrazioni e i partner tecnologici che lavorano al loro fianco – comprendano le reali opportunità che si possono cogliere grazie ai fondi del PNRR così da pianificare al meglio questo processo di transizione e non correre il rischio di sprecare questa occasione. Questo significa:

  • mappare e valutare i propri servizi, per individuare quelli più adatti ad essere proposti sui canali digitali, al fine di portare maggiore valore ai cittadini e agli enti stessi;
  • programmare la digitalizzazione dei servizi e la ridefinizione dei processi in un percorso lungimirante, per una costruzione di un ecosistema di servizi digitali sempre più ricco, con l’obiettivo costante di semplificare il lavoro dell’ente e rendere più facile la vita ai cittadini.

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Launch Pad

I dati da cui partire, sempre

60%

Secondo un sondaggio realizzato dall’Istituto Piepoli all’inizio di maggio 2022, e commissionato da PagoPA S.p.A., il 60% dei cittadini italiani indica la Salute come settore più strategico per impegnare i finanziamenti del PNRR. Seguono Istruzione e ricerca (33%), Transizione ecologica (14%), Inclusione sociale e territoriale (11%), Mobilità sostenibile (9%), Digitalizzazione e innovazione (8%).

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Ospiti, opinioni, best practice

 

La strada verso l’Euro digitale

Conversazione con Piero Cipollone, Vice Direttore Generale della Banca d’Italia e membro della task force europea per l’Euro digitale

 

Photo by Mika Baumeister on Unsplash

Il progetto dell’Euro digitale è stato avviato ufficialmente nel luglio del 2021 quando il Governing Council della Banca Centrale Europea ha approvato l’avvio della fase di investigazione del progetto. Questo inizio formale è stato però preceduto da oltre un anno e mezzo di lavoro, condotto da gennaio 2020 da una task force a livello Eurosistema appositamente costituita. A ottobre del 2020 è stato pubblicato un primo rapporto, che analizzava diversi scenari sull’evoluzione del mondo dei pagamenti nei prossimi anni. Diversi di questi scenari, quelli più robusti, mostravano l’importanza per l’Eurosistema di emettere una moneta in forma digitale, disponibile per il pubblico, necessaria per continuare a condurre la politica monetaria e garantire stabilità.

Uno di questi scenari è quello che prefigura il progressivo passaggio dai pagamenti in contante ai pagamenti elettronici. Oggi chi detiene moneta bancaria, che è una passività di una banca, lega la sua fiducia alla certezza di poterla cambiare in ogni momento, con rapporto uno a uno, con una moneta contante di una banca centrale, che non ha rischi di natura creditizia e permette di estinguere i debiti. In altre parole, nella testa di ognuno c’è questa idea che il cash è un’àncora monetaria, che dà fiducia alle persone rispetto a detenere depositi bancari. La riprova è quello che succede ogni volta che c’è un qualche preoccupazione sulla tenuta dei sistemi bancari: si formano subito le file agli sportelli per ritirare contante.

Le abitudini delle persone stanno cambiando rapidamente, si stanno spostando sempre più verso l’utilizzo di sistemi di pagamento con moneta digitale. Di contro, è la stessa infrastruttura per gestire i pagamenti che sta cambiando: diminuiscono le opportunità per pagare in contanti, aumentano quelle per utilizzare moneta elettronica. Un po’ come succede con i caselli dell’autostrada, dove gli sportelli per il contante sono sempre meno. Di fronte a questa evoluzione dobbiamo chiederci: che succederà se ci dovessimo trovare in un mondo in cui il contante sarà sempre meno utilizzato? Come potrà essere svolto quel ruolo di àncora che oggi svolge il cash?

Una moneta digitale emessa da una banca centrale serve esattamente a questo: garantire alle persone la certezza di poter cambiare una moneta digitale – ovvero una passività di una banca commerciale – con la moneta di una banca centrale. La moneta di una banca centrale è l’ancora di riferimento della moneta digitale in un sistema elettronico.

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A Firenze come partner di The State of The Union, per contribuire al confronto tra istituzioni, università e settore privato sul futuro dell’Unione Europea

PagoPA S.p.A. è stata tra i partner della XII edizione di The State of the Union, il forum annuale di riflessione e scambio su politica, economia e tendenze dell’Unione Europea, promosso e organizzato dall’Istituto Universitario Europeo (EUI) di Fiesole.

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