
July 21, 2023
Le universitĂ al centro della trasformazione digitale
Come e perché PagoPA lavora insieme alle università e al mondo della ricerca per coltivare competenze e investire sull’innovazione
Il 16 febbraio, a Roma, nella sede della Conferenza dei Rettori delle UniversitĂ Italiane (CRUI), si sono seduti attorno ad alcuni tavoli una trentina di docenti, studenti universitari ed esponenti del personale tecnico e amministrativo appartenenti a diversi atenei. Insieme a loro sedeva un team di designer e sviluppatori, che di professione si occupano di progettare e sviluppare servizi pubblici digitali per il nostro Paese.
Alla base dell’incontro un workshop di design thinking: un evento in cui tutti i presenti hanno potuto contribuire con le proprie idee e proposte all’ideazione di servizi pubblici digitali innovativi destinati al mondo dell’università .
L’evento, organizzato da PagoPA insieme alla CRUI, rappresenta simbolicamente il punto cardine della mission della società : creare servizi pubblici digitali efficienti, disegnati sulla base delle reali necessità dei cittadini. In questo caso è stata addirittura la popolazione che vive nel mondo delle università a mettere sul tavolo condiviso idee, proposte, desideri da trasformare in servizi digitali.
L’iniziativa non è un caso isolato: si tratta solo dell’ultimo step di una collaborazione che, sin dalla sua nascita, PagoPA porta avanti con il mondo dell’università e della ricerca, attraverso convenzioni e collaborazioni con atenei, centri di ricerca, enti di formazione e innovation hub nazionali e internazionali. Una collaborazione su cui la società investe molto per diversi obiettivi strategici:
- coltivare competenze e talenti nei diversi ambiti professionali legati alla progettazione e allo sviluppo di servizi pubblici digitali e piĂą in generale delle tech company;
- creare una vicinanza con il mondo della ricerca, per sostenere, finanziare o indirizzare progetti di studio e approfondimento relativi al settore della trasformazione digitale;
- immaginare servizi innovativi pensati su misura per le esigenze del settore pubblico della formazione, dell’università , della ricerca;
- dare il proprio contributo per costruire le competenze di base necessarie per i cittadini di una societĂ digitale inclusiva e consapevole.
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Launch Pad
I dati da cui partire, sempre
22%
di posizioni di lavoro in ambito tech in Europa sono occupate da donne, secondo uno studio di McKinsey & Company (gennaio 2023). Secondo la ricerca, una maggiore presenza di donne nelle professioni digitali permetterebbe di colmare la carenza di professionisti in ambito Stem, stimata in Europa per il 2027 tra 1,4 e 3,9 milioni di persone. Secondo l'Istat, in Italia nel 2021 solo il 17,6% delle donne si è laureato in discipline Stem, contro il 33,7% degli uomini.

Guest Post
Ospiti, opinioni, best practice
Dalla Carta della cittadinanza digitale al PNRR, la sfida delle competenze tech dentro la Pubblica Amministrazione
Conversazione con Bernardo Giorgio Mattarella, Professore ordinario di diritto amministrativo presso il Dipartimento di giurisprudenza della Luiss Guido Carli

Esiste un gap di competenze digitali nella Pubblica Amministrazione?
Oggi insegno in un corso di laurea in giurisprudenza in cui diamo molta attenzione alla necessaria formazione tecnica degli studenti, su materie come l’informatica giuridica. Il tema delle competenze nelle Pubbliche Amministrazioni è un aspetto cruciale per l’evoluzione del processo di trasformazione digitale.
In alcune amministrazioni sono necessarie competenze specifiche, come il diritto delle tecnologie, ma in generale la formazione per i dipendenti pubblici dovrebbe essere il piĂą possibile multidisciplinare. Tutte le amministrazioni hanno bisogno di persone con competenze di diritto, economia, scienze statistiche e tecniche.
Di contro spesso l’offerta formativa delle Università è inadeguata per il settore pubblico. Esistono corsi di laurea specifici, come Scienze Amministrative, ma frequentarli non dà particolare vantaggio, come potrebbe essere ad esempio un punteggio aggiuntivo nei concorsi. Servirebbe un ripensamento dei processi: meno enfasi sui concorsi, che pure sono uno strumento da preservare, e maggiore coordinamento tra formazione universitaria e reclutamento, che dovrebbe cominciare già durante il periodo di studi.
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Notizie dal nostro mondo
Un manuale per guidare gli enti a creare servizi su IO
Disponibile un manuale dei servizi con indicazioni e materiali pronti all’uso per gli enti che vogliono pubblicare nuovi servizi sull’app.
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Un kit per aiutare gli enti a comunicare ai cittadini i propri servizi su app IO
Linee guida e materiali pronti all’uso a disposizione degli enti per far conoscere ai cittadini i servizi pubblici digitali disponibili su app IO.
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Pick the news
Spunti di attualitĂ
Negli Stati Uniti la fuoriuscita di talenti dalle Big Tech potrebbe tramutarsi in un’occasione da non perdere per il settore pubblico, secondo quanto scrive Marietje Schaake, international policy director allo Stanford University’s Cyber Policy Center, in un articolo sul Financial Times. “Spesso questi laureati scelgono a malincuore le posizioni meglio remunerate nelle aziende tech private, invece di seguire altre ambizioni - come lavorare per il governo, o ad esempio per una Ong”.
In Italia l’attrattività del settore pubblico sta recuperando terreno anche tra i neolaureati, secondo un sondaggio di opinione realizzato da FPA in occasione della pubblicazione dell’annual report Forum PA 2022. “Gli interventi di innovazione spinti dal PNRR hanno reso più attrattivo il settore pubblico agli occhi degli italiani”, scrivono gli autori dello studio. “Ben il 64% degli intervistati ritiene oggi la PA un 'datore di lavoro' attrattivo, (...) e sono in particolare i più giovani ad auspicare l’ingresso nella PA per realizzare una valida esperienza lavorativa (il 29% di chi ha 18-34 anni, contro il 17% di chi ha oltre 54 anni), più che per ricercare il classico 'posto fisso'”.